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Si suole
datare l'inizio del protagonismo del Terzo mondo alla Conferenza di
Bandung (1955), che ha innescato il processo grazie al quale l'Assemblea
Generale delle NAZIONI UNITE del 1961 approvava
la risoluzione 1710, con la quale veniva proclamato il primo DECENNIO
PER LO SVILUPPO.
La strategia del Decennio si basava sulla convinzione che, con un
programma di azione finanziariamente adeguato e basato essenzialmente su
grandi investimenti infrastrutturali, sarebbe stato possibile colmare il
distacco tra paesi avanzati e PVS,
permettendo a questi ultimi di raggiungere il tenore di vita dei paesi
sviluppati in un tempo relativamente breve.
Il tasso annuo di crescita previsto dalla strategia (5%) fu raggiunto ed
in alcuni casi superato, ma oltre la metà delle popolazioni dei PVS
rimase completamente emarginata, con un netto accentuarsi delle
disuguaglianze e l'aumento della fame, della malnutrizione e della
povertà di massa.
Con l'ingresso nelle Nazioni Unite di numerosi PVS e la nascita nel 1964
del Gruppo dei 77 (paesi africani, asiatici e latino-americani che
perseguono obiettivi terzomondisti) all'interno della prima Conferenza
delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), il Terzo mondo
indirizza ai paesi industrializzati dell'Est e dell'Ovest le proprie
rivendicazioni sui problemi che ritardano lo sviluppo dei paesi poveri.
Da subito, l'Est europeo si è "chiamato fuori" dal problema,
sostenendo che i problemi del sottosviluppo, essendo derivati dal
colonialismo, non li riguardavano e quindi non poteva essere addossata
loro alcuna responsabilità nella ricerca di soluzioni.
Nel 1970, con una nuova risoluzione (n.2626), l'Assemblea Generale delle
Nazioni Unite proclamava il secondo Decennio per lo sviluppo, che aveva
l'ambizione di un approccio più globale, prefiggendosi obiettivi non solo
economici, ma anche sociali.
Nella primavera del 1974, all'indomani quindi della grande crisi
petrolifera e sulla base della Carta di Algeri (1973), si comincia a
parlare, nel corso della sesta Sessione speciale dell'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite, di DIALOGO NORD-SUD. Secondo i paesi in via
di sviluppo, il dialogo doveva servire alla costruzione di un nuovo e più
giusto ordine economico internazionale, per instaurare il quale
l'Assemblea adottava nella stessa sessione un programma d'azione. Il
dialogo si basa su tre presupposti fondamentali: l'acquisizione, da parte
dei PVS, di un'adeguata forza contrattuale, da contrapporre al potere
economico, finanziario e tecnologico del Nord; la formulazione di un progetto
comune per la riforma dell'ordine economico internazionale (NUOVO
ORDINE ECONOMICO INTERNAZIONALE); la definizione di una metodologia
negoziale in cui i PVS possano giocare un ruolo più adeguato.
Il dialogo è però naufragato con il fallimento della Conferenza sulla
cooperazione economica internazionale (CCEI, Parigi, 1975-77), conosciuta
anche come Conferenza Nord-Sud. Inoltre, a metà degli anni '70, si
verificarono altri eventi negativi: la recessione dei paesi avanzati,
l'instabilità monetaria, le fluttuazioni dei mercati (petroliferi ma non
solo), l'aumento della disoccupazione su scala planetaria.
La strategia per il terzo Decennio (approvata dall'Assemblea Generale nel
dicembre 1980) fissava tra l'altro l'obiettivo dello 0,7% di APS
sul prodotto nazionale lordo dei paesi del DAC entro il 1985, obiettivo
che a tutt'oggi (1999) non è stato raggiunto.
Il DAC (Development Assistance Committee) è il Comitato di aiuto
alla sviluppo dell'OCSE, l'Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economico di cui fanno parte i 24 paesi più avanzati (membri
dell'UE, più Australia, Canada, Giappone,
Islanda, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Svizzera a Turchia). Annualmente, il
DAC misura le erogazioni di Aiuto pubblico allo sviluppo (APS o ODA, Official
Development Assistance) da parte dei paesi membri, sia in valori
assoluti che in percentuale del loro prodotto interno lordo (PIL).
Si definisce APS "ogni apporto di risorse fornite ai paesi emergenti
allo scopo di favorire il loro sviluppo economico ed il miglioramento dei
livelli di vita".
Per rientrare nel conteggio dell'APS, i DONI e i prestiti concessi
per queste finalità dal settore pubblico devono essere erogati a
condizioni finanziarie agevolate e, nel caso dei prestiti, contenere un
"elemento dono" (cioè la misura del tasso di liberalità) non
inferiore al 25%, devono essere cioè dei CREDITI DI AIUTO,
caratterizzati da un basso tasso di interesse, una lunga durata del
rimborso ed un periodo di grazia.
L'APS si divide tradizionalmente in due grandi famiglie, l'AIUTO
MULTILATERALE e quello BILATERALE. Della prima fanno parte i
contributi versati dai paesi "donatori" agli organismi
internazionali o sovranazionali e da questi gestiti: si può trattare di
doni, di sottoscrizioni di capitale o di prestiti agevolati.
Della seconda, fa parte tutta la cooperazione gestita dai singoli governi
dei paesi donatori, sulla base di accordi bilaterali con uno o più paesi
beneficiari, attraverso gli strumenti del dono e del prestito.
Negli anni '80 è stato sperimentato uno strumento intermedio, il
multi-bilaterale, che riguardava in pratica programmi di sviluppo
finanziati da un paese e gestiti congiuntamente con un organismo
multilaterale. In questo modo, paesi che avevano disponibilità
finanziarie, ma non capacità tecniche sufficienti a gestire programmi
importanti, potevano ugualmente garantirsi la visibilità del loro
apporto.
Successivamente, sono stati definiti altri tipi di cooperazione, come la COOPERAZIONE
SUD-SUD, cioè tra paesi in via di sviluppo di livello diverso o tra
aree più arretrate dei paesi avanzati e paesi del Terzo mondo.
In nome della COOPERAZIONE REGIONALE, cioè tra PVS appartenenti
alla stessa area geografica o geopolitica sulla falsariga dei mercati
comuni, sono stati creati organismi sovranazionali ad hoc, come la Southern
African Development Community, la Intergovernmental Authority for Drought
and Desertification (Corno d'Africa), il Comité International de
Lutte contre la Sécheresse au Sahel, ecc.
Diverso il discorso della COOPERAZIONE DECENTRATA, troppo spesso
confusa con le iniziative di cooperazione sostenute dagli enti locali. In
realtà, si tratta di un approccio più complessivo, che si basa sul
contatto diretto tra due comunità che abbiano degli obiettivi comuni. In
questo senso, si lega strettamente alla cooperazione non governativa, che
pur non escludendo a priori la collaborazione con governi, si indirizza
di preferenza alle organizzazioni della società civile e/o alle comunità
di base, sforzandosi di innescare processi di sviluppo autosostenibile e
di rafforzare le capacità delle organizzazioni locali, nella convinzione
che siano i principali motori dei processi di sviluppo. Un approccio che
è stato fatto proprio, con varie sfumature, da molti organismi
internazionali.
La caratteristica principale della cooperazione internazionale di fine
secolo è appunto l'attenzione crescente, in quantità e qualità, al mondo
non governativo, e non solo alle sue esperienze, ma anche al suo sistema
di valori. Mentre infatti alle prime grandi conferenze delle Nazioni
Unite gli sparuti drappelli non governativi erano considerati poco più
che folklore, oggi non c'è assise internazionale di una certa importanza
che non preveda forme di scambio e di confronto con i rappresentanti
della società civile. Il FORUM DI RIO nel 1992 o quello di PECHINO
nel 1995 sono solo alcuni degli esempi più noti.
La parole d'ordine per l'ingresso nel nuovo millennio, che nelle
intenzioni avrebbe dovuto vedere la salute per tutti, l'istruzione per
tutti, lo sradicamento della povertà, della fame e di varie malattie,
sembra essere per tutti PARTECIPAZIONE.
Bibliografia:
AA. VV., Stakeholders Government/NGO: Partnerships for
International Development, London, Earthscan, 1999
Roberto Maurizio (a cura di), Sviluppo, sottosviluppo,
cooperazione, cento parole per un dizionario, Roma, Fratelli Palombi,
1985.
OECD/DAC, Efforts and Policies of the Members of the
Development Assistance Committee, Report, Paris, vari anni
Wolfgang Sachs (a cura di), Dizionario dello sviluppo,
Torino, Edizioni Gruppo Abele,
1998.
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