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La sigla "ACP" raccoglie un gruppo eterogeneo di paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico che sono legati ai quindici paesi dell'UNIONE EUROPEA tramite la CONVENZIONE DI LOME' Il termine "ACP" fu coniato con la I Convenzione di Lomé, nel 1975, quando si decise di allargare la cooperazione europea ai paesi anglofoni dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Dai diciotto stati africani e malgasci associati (SAMA) legati alla Comunità Europea con la Convenzione di Yaoundé, si passa ai 46 stati ACP, che diventeranno 57 nella II Convenzione di Lomé, 65 nella III, 69 nella IV, fino a raggiungere il numero di 71 nella Lomé IV bis. Con la firma della Dichiarazione di Georgetown del 1975, gli stati ACP si impegnano a realizzare gli obiettivi promossi dalla Convenzione, senza tuttavia dar vita ad una forma di associazione che esuli dai confini della cooperazione europea. Viene comunque creato un Segretariato generale degli stati ACP, così come all'interno della cooperazione ACP-UE prendono vita delle istituzioni comuni e paritetiche che regolano il funzionamento di Lomé, la principale delle quali è l'Assemblea paritetica. Ciò che li unisce è piuttosto il passato da ex-colonie dei paesi europei, per il resto si tratta di un insieme molto eterogeneo sia per dimensioni di territorio, che per popolazione, posizioni o problemi. Già con il Trattato di Roma del 1956, i Paesi e Territori d'Oltremare (PTOM) vengono associati alla CEE. Ma la formula dell'associazione tra ACP e CEE, con la decolonizzazione e il processo di integrazione europea, lascia il posto ad una forma di cooperazione più evoluta: quella del partenariato. La definizione di "partnership", o PARTENARIATO, indica infatti un legame contrattuale, fondato sulla completa uguaglianza delle parti, almeno dal punto di vista politico. Sul piano economico permangono differenze enormi tra il gigante europeo e il gruppo ACP, composto per lo più da PAESI IN VIA DI SVILUPPO, nonché un notevole numero di PAESI MENO AVANZATI. Inoltre il gruppo ACP conta al suo interno 35 paesi rientranti nella lista dei "paesi poveri fortemente indebitati". Il DEBITO degli ACP è passato da 21,8 miliardi di dollari del 1975 a 222,8 miliardi nel 1995 e, mentre il debito aumenta, la partecipazione degli ACP al mercato mondiale diminuisce, o comunque si attesta su posizioni marginali. La quota occupata nell'interscambio mondiale è passata infatti dal 7% del 1975 al 4-5 % degli anni '90. Una tendenza alla marginalizzazione non solo economica ma anche sociale è confermata anche dagli indicatori socio-economici e in particolare dall'INDICE DI SVILUPPO UMANO.
(segue)
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