PMA PAESI MENO AVANZATI

Il termine paesi meno avanzati (PMA, LLDC: Least Developed Countries) fu coniato dall' ONU nel 1971 per distinguere "tra i PAESI IN VIA DI SVILUPPO - PVS - quelli più poveri ed economicamente più deboli, con gravi problemi economici, istituzionali e di risorse umane, nonché gravati spesso da handicap geografici e da disastri naturali o umani". Con questo termine ci si riferisce, dunque, a quei paesi dove le condizioni di vita sono drammatiche e non si intravedono possibilità di riscatto. Nel 1971 rientravano in questa categoria 25 paesi, saliti a 31 nel 1981 durante la CONFERENZA DI PARIGI sui PMA, fino ad arrivare a 51 nel 1996, secondo le stime della Banca Mondiale.
Studiosi ed organismi internazionali hanno sentito l'esigenza di introdurre nuove specificazioni per identificare, all'interno del vasto raggruppamento dei PVS, dei gruppi più omogenei collocabili a diversi livelli di sviluppo. Tuttavia il problema primario è rappresentato dall'individuazione delle caratteristiche principali del
SOTTOSVILUPPO nelle sue diverse manifestazioni. Correndo il rischio di qualche semplificazione possiamo raccogliere queste caratteristiche in sei categorie piuttosto ampie:
Bassa qualità della vita, dovuta a fattori congiunti come un basso reddito pro capite, una forte diseguaglianza nella distribuzione del reddito nazionale, a cui si aggiungono i bassi livelli di sussistenza, le precarie condizioni igenico-sanitarie e gli inadeguati livelli di istruzione.
Elevata pressione demografica che spesso neutralizza ogni passo verso l'aumento del tasso di sviluppo. Si noti infatti che il tasso medio annuo di crescita dei PVS è molto elevato (2%) rispetto a quello dei paesi avanzati, che è all'incirca dello 0,6%, fermo restando che in termini assoluti il divario resta enorme ed incolmabile.
Diffusa disoccupazione e bassa produttività delle risorse, che si traduce in forte sottocupazione, che in termini economici sta a significare che la forza lavoro è impiegata con una produttività inferiore al prodotto medio, ma in termini più semplici significa che i lavoratori, a causa della scarsità di capitale o in assenza di capacità professionali (e qui rientrano i bassi livelli di istruzione primaria e professionale), non sono occupati come dovrebbero. Per questo si parla di bassa produttività del lavoro o, più in generale, di bassa produttività delle risorse.
Elevata dipendenza economica, dovuta ad un'estrema vulnerabilità nelle relazioni internazionali. Nei PVS più del 60% della popolazione è occupata in attività agricole di tipo tradizionale, la produzione è incentrata quasi esclusivamente sui prodotti di base, sottoposti ad enormi oscillazioni di prezzo, e in genere il volume delle importazioni supera notevolmente quello delle esportazioni. Tutto ciò determina una forte dipendenza dai paesi più avanzati, visto che nel COMMERCIO INTERNAZIONALE il predominio è esercitato dalle nazioni ricche.
Carenza di capitali, di risparmio e investimenti: di solito i PVS sono caratterizzati da una cronica insufficienza di capitali, a causa della mancanza di risparmio dovuta al basso livello di reddito. Ciò ha spinto quei paesi, assieme ad altri fattori, a richiedere finanziamenti esteri sempre più consistenti sfociati nella tragica situazione della crisi debitoria degli anni '80.
Debolezza istituzionale che si esplica con un'estrema inefficienza ed inadeguatezza delle istituzioni pubbliche, molto spesso colpite dalla piaga della corruzione. Ne deriva, come effetto diretto, una forte instabilità del già debole sistema economico e l'incapacità di soddisfare i bisogni essenziali della POPOLAZIONE.
Questi sono, in linea generale, i caratteri tipici che è possibile riscontrare, in misura più o meno accentuata, nelle realtà depresse, che vengono classificate con varie nomenclature: paesi sottosviluppati, in via di sviluppo, Terzo mondo, Quarto mondo, ecc.
Il termine
TERZO MONDO era stato creato per distinguere quei paesi non allineati che rimanevano fuori dalla divisione eurocentrica dei due "blocchi" sovietico e americano. Al tempo stesso questi paesi, per lo più situati nella parte meridionale del mondo, dove sono concentrati gli stati più poveri, intraprendevano un processo di emancipazione, di crescita politica e di rivendicazione economica. A distanza di anni il Terzo mondo non raccoglie più una realtà omogenea, perché se alcuni paesi, come quelli del Sud-Est asiatico, hanno realizzato un processo di industrializzazione veloce, altri al contrario hanno visto aumentare la distanza che li separa non solo dai paesi più industrializzati, ma anche da numerosi paesi in via di sviluppo. Per questo è stata creata la categoria, dei paesi meno avanzati, definita più comunemente con l'espressione QUARTO MONDO.
Grazie ad una serie di innovazioni istituzionali, economiche e sociali, una parte del Terzo mondo è riuscita a raggiungere l'obiettivo dell
'AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE, considerato il primo traguardo nella corsa allo sviluppo. Altri paesi, invece, hanno tentato la strada dell'industrializzazione forzata, deprimendo fortemente il settore agricolo, senza riuscire, data la carenza di know-how e di capitale, a far decollare l'industria.

(segue)

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