SVILUPPO UMANO

Il concetto di "sviluppo umano" (SU) viene elaborato, alla fine degli anni '80, dal PROGRAMMA DELLE NAZIONI UNITE PER LO SVILUPPO UNDP, al fine di superare ed ampliare l'accezione tradizionale di sviluppo incentrata solo sulla crescita economica. Questo diverso approccio riflette una vecchia tensione, all'interno delle organizzazioni internazionali, tra coloro che concentrano primariamente la loro attenzione sulla crescita economica, identificandola con lo sviluppo, e coloro che si interessano principalmente agli aspetti ed alle conseguenze sociali dello sviluppo stesso.
L'approccio SU mette le persone al centro dello sviluppo e sorge sulla convinzione che la dimensione umana dello sviluppo sia stata trascurata nel passato a causa dell'enfasi eccessiva posta sulla crescita economica. Esempi di tale enfasi sono la misura del PNL pro capite, utilizzato come la misura principale per i livelli di sviluppo fra stati, e variabili quali il reddito o il consumo calcolati in termini monetari come misura del benessere o della povertà degli individui, delle famiglie e dei diversi gruppi sociali.
In quest'ottica, l'obiettivo primario delle politiche di sostegno allo sviluppo era l'industrializzazione e il
trickle down mechanism, ossia la "ricaduta della crescita economica", rappresentava lo strumento attraverso cui la povertà sarebbe stata progressivamente eliminata.
Da questo concetto nacque negli anni '70 quello dei
BASIC NEEDS (elaborato dall'OIL), che riconosceva l'importanza di ricorrere ad elementi di valutazione dello sviluppo diversi dal semplice reddito pro capite. Quest'ultimo rimaneva un importante indicatore di sviluppo, ma solo in funzione dell'acquisizione e del consumo di un paniere di beni e di servizi essenziali al raggiungimento di una soglia accettabile di vita. In particolare, l'OIL sottolineava che il perseguimento di un accesso maggiormente esteso ai basic needs da parte dei gruppi più poveri della POPOLAZIONE sarebbe stato agevolato dal conseguimento di uno status occupazionale adeguatamente remunerato. Ne emergeva l'importanza di aumentare la redditività del lavoro dei poveri, la necessità di operare cambiamenti nella composizione dell'output e nella proprietà dei fattori produttivi e, infine, di dare spazio a mutamenti radicali nella struttura organizzativa della produzione.
L'UNDP prese le distanze dall'approccio dei
basic needs, respinto soprattutto dai PAESI MENO AVANZATI, formulando il concetto di sviluppo umano ed introducendo un nuovo indice di misurazione dello sviluppo dei paesi, l'ISU (INDICE DI SVILUPPO UMANO).
"Lo sviluppo umano è il processo che permette alle persone di ampliare la propria gamma di scelte. Il reddito è una di queste scelte, ma non rappresenta la somma totale delle esperienze umane. La salute, l'istruzione, l'ambiente salubre, la libertà d'azione e di espressione sono fattori altrettanto importanti
.". (Rapporto UNDP n°3)
Lo sviluppo umano, quindi, rappresenta una nuova accezione dello sviluppo ed ha permesso di ridefinire e spostare le priorità di intervento dalla crescita del PIL al miglioramento sia della qualità della vita, sia delle condizioni di sostenibilità sociale ed ecologica. Lo sviluppo, cioè, non viene promosso da una ricerca a senso unico della sola crescita economica; la quantità della crescita è fondamentale, ma altrettanto importante è la sua distribuzione, vale a dire la PARTECIPAZIONE piena al processo di crescita.
Gli obiettivi primari dello sviluppo, considerando la sua nuova accezione, diventano perciò: la promozione della crescita economica sostenibile; il miglioramento della salute della popolazione, con attenzione prioritaria ai problemi più diffusi ed ai gruppi più vulnerabili; il miglioramento dell'educazione della popolazione, con particolare attenzione all'educazione di base, all'alfabetizzazione e all'educazione allo sviluppo; la promozione dei
DIRITTI UMANI, con particolare riguardo al diritto alla convivenza pacifica, alla partecipazione democratica, all'equità delle opportunità di sviluppo e d'inserimento nella vita sociale.
Lo sviluppo umano rappresenta, in questo modo, un obiettivo per la società, motivo per cui sorge il problema di come i processi di crescita economica - intesa come aumento del PIL pro capite - possano essere funzionali a tal fine e come lo stesso sviluppo umano possa tradursi anche in maggiore crescita economica. Lo sviluppo umano è diventato così in questi ultimi anni l'obiettivo di programmi, politiche e linee guida della cooperazione allo sviluppo.
Un esempio è la decisione, votata dalla
CONFERENZA DI COPENAGHEN delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sociale, di rivolgere almeno il 20% dell'aiuto allo sviluppo ad interventi di natura sociale.
Altro esempio sono gli obiettivi che l'OCSE nel suo
Shaping the 21st Century; the Contribution of Development Cooperation ha fissato per il prossimo futuro:
- garantire l'educazione di base per tutti gli abitanti di tutti i paesi entro il 2015;
- realizzare progressi inconfutabili verso l'uguaglianza tra i sessi e il rafforzamento dell'autonomia delle donne, sopprimendo ogni discriminazione di GENERE
  nell'istruzione elementare e secondaria, entro il 2005;
- ridurre di due terzi i tassi di mortalità infantile e dei bambini sotto i cinque anni, e di tre quarti la mortalità materna, entro il 2015;
(continua)

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