L'attuale Parlamento europeo, che ha sede a Strasburgo, riflette molto lontanamente il pensiero federalista, anche se è eletto sulla base del suffragio universale a partire dal 1979: il suo ruolo resta schiacciato sulle funzioni consultive, nonostante i passi verso il potere decisionale - in realtà "codecisionale" come recitano gli statuti - registrati nei Trattati di Maastricht (1992) e Amsterdam (1997). L'idea funzionalista sembra ancora prevalere nell'Europa di oggi, dove quindici paesi hanno delegato parte delle proprie prerogative in materia commerciale e finanziaria a una entità sovranazionale (la Commissione europea con sede a Bruxelles) lasciando in secondo piano la questione di "una" politica comune in molti altri settori.
Lo stesso carattere confederale dell'Unione risulta ancora prevalente sull'idea federalista, soprattutto lì dove un insieme di stati indipendenti riafferma costantemente la propria sovranità, pur impegnandosi a seguire una stessa politica, ma solo in settori ben definiti.

LE PRINCIPALI ISTITUZIONI DELL'UNIONE EUROPEA

Il Consiglio europeo, istituito nel 1974, è formato dai capi di stato e di governo dei paesi membri e dal Presidente della Commissione europea; si riunisce almeno due volte l'anno per "orientare" la cooperazione europea. Il suo ruolo è quello di "dare all'Unione l'impulso necessario al suo sviluppo, definendone gli orientamenti politici generali".
Il
Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea è formato dai ministri dei paesi membri ed è presieduto a turno per sei mesi da un paese membro. Il Consiglio rappresenta l'UE ed è investito del potere legislativo; emana direttive e regolamenti (le leggi europee) sulla base di un sistema di voto ponderato (proporzionale alla popolazione dei singoli paesi).
La
Commissione dell'Unione Europea è formata da 20 rappresentanti (commissari) che "agiscono nell'interesse esclusivo dell'Unione", ovvero non dei singoli paesi che devono esprimerli. La Commissione ha sede a Bruxelles e rappresenta l'organo esecutivo dell'Unione, in pratica un vero e proprio governo che deve essere accettato dal Parlamento e presenta le proposte di legge al Consiglio.
Il
Parlamento europeo è l'unica istituzione eletta (dal 1979) dell'UE; ha sede a Strasburgo ed è formato da 624 membri in carica per 5 anni. Il suo ruolo è alquanto limitato: privato del potere legislativo diretto che i Trattati affidano al Consiglio, il Parlamento esprime consigli e raccomandazioni non sempre vincolanti. Questo "deficit democratico" è stato progressivamente diminuito, ma nella sostanza anche i trattati in vigore confermano la procedura triangolare tradizionale: la Commissione propone e il Consiglio decide, lasciando al Parlamento soltanto l'onere dei pareri. Oggi il Parlamento può costringere la Commissione alle dimissioni (sfiducia dei due terzi) e può bloccare il bilancio annuale.
Il
Comitato Economico e Sociale è un'istituzione "minore", ma significativa in termini di processi di democratizzazione. E' composto da 189 membri che rappresentano le forze produttive, i lavoratori e altre forze sociali dei paesi membri. Ha una funzione consultiva.
Il
Comitato delle Regioni è stato istituito nel 1992 dal Trattato di Maastricht. Vi sono rappresentate tutte le Regioni d'Europa. Ha una funzione consultiva.
Altre istituzioni importanti:
Corte dei Conti europea, Banca europea, Corte di Giustizia

Al fianco dell'Europa del mercato unico si è comunque sviluppata lentamente anche l'Europa "politica", o meglio "delle POLITICHE", sostenuta dagli sforzi di un Parlamento spesso costretto a muoversi contro lo stesso Consiglio dell'Unione Europea e contro la Commissione, sede del potere esecutivo. E' così che i più recenti trattati costitutivi hanno aggiunto importanti settori alle politiche che l'Unione Europea ha infine iscritto alle proprie competenze. Le principali novità del Trattato di Amsterdam riguardano infatti proprio queste nuove frontiere della politica: l'introduzione di una nuova politica estera e di sicurezza comune; la creazione della cittadinanza europea; lo sviluppo di una nuova cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni; l'estensione delle competenze comunitarie nei settori delle politiche sociali, dell'ambiente, della ricerca, della COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO, della difesa dei consumatori, della cultura e della sanità; il definitivo rafforzamento dell'Unione economica e monetaria, che sta dotando l'Europa di una moneta comune; la definitiva costituzione di uno spazio senza frontiere interne per la libera circolazione non solo delle merci, ma anche delle persone.

L'attività comunitaria di gran lunga più importante dopo quella commerciale è quella della politica agricola comune (PAC), che non a caso discende proprio dall'opportunità di regolare le produzioni per il mercato unico.
A differenza delle politiche commerciale e agricola, la politica sociale europea è nata solo negli anni '70 e si è sviluppata con grande lentezza.

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