FERMIAMO LA DIGA DI GIBE 3! Il COCIS ha dato formale adesione e firmato la petizione della Campagna Internazionale Stop Gibe 3 , lanciata il 23 marzo per chiedere l’interruzione dei finanziamenti e della costruzione della diga di Gibe 3, sul fiume etiope Omo. Mercoledì 12 maggio, tuttavia, il progetto ha ricevuto il sostegno finanziario della più grande banca del mondo, l'Industrial and Commercial Bank of China (ICBC). Il governo etiope ha concluso un accordo di 459 milioni di dollari per la componente idromeccanica dell'opera, che verrà realizzata dall'industria manifatturiera statale cinese Dongfang.
L’intesa, siglata a porte chiuse senza alcuna consultazione con gli altri potenziali finanziatori del progetto, ha tagliato di fatto fuori la Banca Africana di Sviluppo e la Banca Europea per gli Investimenti che, non potendo sostenere l'intero progetto a causa dell'assenza di gara di appalto nell'assegnazione del contratto, erano state chiamate a finanziare la parte tecnologica rilevata dai cinesi. In questo preoccupante contesto, invece di ritirarsi dall’operazione l’Italia ha deciso di procedere al finanziamento. Nonostante le gravi inadempienze procedurali nell’assegnazione dell’appalto, nonostante le contestazioni delle comunità locali e le proteste della società civile internazionale, nonostante il progetto non sia stato sottoposto come da regolamento ad un’istruttoria chiara e trasparente, il Ministro Frattini ha dato il suo via libera per la concessione del credito d’aiuto, ed il comitato direzionale della DGCS si potrebbe riunire in una seduta ad hoc nelle prossime settimane per approvare formalmente il progetto. Alla luce di questi sviluppi, in occasione della visita in Italia di una delegazione di rappresentanti delle comunità locali impattate dal progetto, abbiamo richiesto alla DG Belloni un incontro per il 15 giugno, per dare seguito alla loro esigenza di chiarezza sugli orientamenti della Cooperazione Italiana in merito. Contemporaneamente all’incontro, stiamo organizzando una mobilitazione della società civile davanti alla Farnesina, per esprimere il nostro dissenso nei confronti del progetto, in solidarietà con le comunità colpite. Vi chiediamo quindi di essere con noi il
15 giugno 2010 h.15.30 in Piazzale della Farnesina a Roma
Dietro lo striscione: “NIENTE SOLDI ITALIANI PER LA DIGA GIBE 3”!
Appello No Gibe 3: La Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, la rete europea Counter Balance, Survival International, Friends of Lake Turkana e International Rivers hanno lanciato la Campagna Internazionale Stop Gibe 3 per chiedere lo stop ai finanziamenti e alla costruzione della controversa diga di Gibe 3, sul fiume etiope Omo. Gibe III è il più grande progetto idroelettrico mai realizzato in Etiopia, una diga con un salto di 240 metri ed una potenza di 1870 MW che, se completata, sbarrerà il corso del fiume Omo, creando un bacino lungo 150 chilometri, compromettendo per sempre il delicato ecosistema fluviale dal quale dipende la vita di 500.000 persone che vivono sulla valle del fiume in Etiopia e sulle rive del Lago Turkana in Kenya, dove il fiume sfocia. Il progetto, dal costo complessivo di 1.470 milioni di euro, affidato alla Salini Costruttori S.p.A a trattativa diretta senza gara d'appalto internazionale, viola la costituzione etiope, gli standard internazionali in materia di appalti pubblici, le politiche di salvaguardia ambientale delle istituzioni finanziarie internazionali e non è conforme a nessuna delle sette priorità strategiche della Commissione Mondiale sulla Dighe. Tra i potenziali finanziatori a cui l’Etiopia si è rivolta figura, accanto alla Banca Europea per gli Investimenti, alla Banca Africana di Sviluppo ed alla Banca Mondiale, anche la Cooperazione Italiana. Chiediamo a tutti di aderire alla Campagna Internazionale firmando la petizione online, a questo link: http://www.stopgibe3.org/pages/petition.php Per informazioni sul progetto e gli sviluppi della Campagna visitare i siti: www.stopgibe3.org www.stopgibe3.it |