La migliore prevenzione contro il turismo sessuale? Fornire ai giovani a rischio alternative di vita e certezze sui loro diritti. Parola di ICEI.
Non si riconoscono facilmente per strada, sembrano turisti normali. Bermuda, infradito e cappellino da baseball d'ordinanza, i predatori del sesso con i minori nel Sud del mondo non sono né diminuiti né aumentati in questi anni.
Si spostano spesso, cambiano Paese quando la situazione si fa pesante, cercano destinazioni dove la polizia chiuda un occhio in cambio di una banconota. Quella che sta cambiando è la percezione di questo crimine contro i bambini, codificato praticamente in tutto il mondo, ma purtroppo non sempre represso. La novità degli ultimi anni è che 40 Paesi occidentali, tra i quali l'Italia, hanno varato leggi che puniscono questo reato anche se commesso all'estero. Se il "viaggiatore del sesso" italiano, tedesco o francese riesce a evitare il carcere in uno Stato asiatico o dell'America Latina, può essere giudicato e incarcerato in patria al ritorno. In questo modo il reato di abuso sessuale ai danni dei bambini e delle bambine viene considerato alla stregua di un reato contro l'umanità, indipendentemente da dove esso avvenga. Di questi temi, e anche di come il turismo possa trasformarsi da serbatoio di bruti a un'opportunità di sviluppo (e quindi di alternative per i giovani a rischio dei paradisi sessuali), si è parlato a Samanà, la provincia della Repubblica Dominicana nota per essere stata il set del reality L'Isola dei Famosi e dove ICEI lavora dal 2002. Luogo simbolico come pochi: qui era stato costruito un paradiso da cartolina che si dissolveva appena fuori dal set televisivo; qui ora si sta concludendo una campagna promossa da Unicef e da ICEI che ha posto al centro il principio secondo il quale la migliore prevenzione contro il turismo sessuale consiste nel fornire ai giovani alternative di vita e certezze sui loro diritti. Una campagna, questa di Samanà, che ha dato a una coraggiosa donna magistrato dei minori la forza per cominciare a controllare con la polizia la presenza di minori nei locali notturni e a indagare alcuni turisti italiani che si accompagnavano con minorenni. Anche la consapevolezza della popolazione locale è aumentata: secondo un'inchiesta di OIL, oggi il 95% dei cittadini dei Paesi centroamericani e caraibici considera l'abuso sessuale sui minorenni come un delitto. Piccole gocce nel mare delle ingiustizie e delle violenze che i bambini continuano a subire in quasi tutto il mondo. Ma gocce che potrebbero diventare pioggia se ogni turista cominciasse a rispettare un dovere fondamentale: quello di denunciare alle autorità competenti, nel Paese in cui si trova o al ritorno in Italia, gli abusi sessuali ai danni dei minorenni dei quali sia stato testimone. In questo numero del notiziario "Da ICEI" ci occupiamo anche di diritti dei bambini in Congo e in Uruguay; quello della tutela dei diritti dell’infanzia non è un fronte di lotta nuovo per ICEI, ma si è molto rafforzato in quest'ultimo anno. Per noi i diritti dei bambini si collocano all'interno del più generale diritto allo sviluppo e a una vita degna, ma hanno una loro specificità che merita particolari attenzioni e metodologie. Perciò vogliamo parlarne in questo numero della newsletter, per condividere con voi le lotte per i diritti che ci vedono impegnati nel mondo. Questo articolo è un estratto del notiziario ICEI - Istituto Cooperazione Economica Internazionale di dicembre 2009. Clicca qui per leggere tutti gli articoli del notiziario sul sito di ICEI. |