Il microcredito dal volto di donna. Il progetto di M.A.I.S in Egitto
Thursday 07 January 2010

 M.A.I.S. – Movimento per l’Autosviluppo, l’Interscambio e la Solidarietà - è presente ed attiva in Egitto sin dal 2002, con interventi mirati a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà, e con particolare attenzione alla difesa dei diritti di donne e minori.
M.A.I.S. opera nel Governatorato di Sohag, situato nel sud dell’Egitto, a circa 150 km a nord di Luxor, e nella città de Il Cairo, in particolare nella zona della vecchia città altrimenti conosciuta come Masr el Qadeema.

Nell’intervista che segue, Stefania Di Campli – responsabile M.A.I.S per i progetti di cooperazione internazionale  – descrive la condizione delle donne nelle aree rurali dell'Egitto meridionale e come M.A.I.S. sia riuscita, attraverso l'uso del microcredito, ad offrire alle donne di quelle comunità l'opportunità di una esistenza al riparo da condizioni di povertà estrema e discriminazione.

 Quali sono le maggiori difficoltà o discriminazioni che devono affrontare le donne nelle aree del Sud dell'Egitto dove lavora M.A.I.S ?

Come in tutte le zone rurali dell’Egitto meridionale, le donne sono vittime di discriminazioni a partire dall’infanzia. Al contrario dei loro fratelli, spesso le bambine egiziane non possono godere dei diritti economici e sociali di base come istruzione e assistenza sanitaria, né dei diritti civili e politici. Infatti , il tasso di analfabetismo e abbandoni scolastici è per le donne superiore (65%) rispetto agli uomini. Cio è dovuto al diffuso pregiudizio secondo cui l’unico dovere della donna è quello di trovare marito. L’istruzione non è ovviamente ritenuta un elemento importante per la formazione di una buona moglie.
La discriminazione che ne consegue trova frequentemente origine in ragioni di tipo economico: in una famiglia con scarsità di mezzi, sono i maschi coloro i quali beneficiano dei pochi vantaggi. Spesso l’attitudine discriminatoria trova espressione estrema e più cruenta nella violenza di genere, sotto varie forme: dalla violenza domestica, al matrimonio in età precoce, alla circoncisione femminile. Le ultime due pratiche sono tipiche delle zone rurali, e sono favorite da un patrimonio culturale fortemente radicato nella società egiziana. A fare da corollario c’è poi l’elevato tasso di donne prive di documenti di identità, che permette l’esistenza di un ampio “mercato” di spose-bambine, e impedisce alle donne di poter godere dei proprio diritti civili e di partecipare alla vita politica e sociale del paese.

Perché la scelta del microcredito come strumento di ‘sviluppo’ in un’ottica di genere? Come nasce il progetto di M.A.I.S. in Egitto e quali sono i partner coinvolti?

L’idea di utilizzare il microcredito come strumento di emancipazione di genere nasce da alcune considerazioni sulla situazione socio-economica dell’Egitto: la scarsa partecipazione femminile alla forza lavoro (15%), e la considerevole percentuale di popolazione sotto la soglia di povertà nelle aree rurali (58%).
Il Governatorato di Sohag, lontano dai grandi centri economici del paese, ancora affetto da estrema povertà specie nei piccoli villaggi isolati, rappresenta uno dei crocevia immaginari di queste due tendenze negative.
Le immediate conseguenze sono visibili nel quotidiano, attraverso la disparità tra generi, comunemente diffusa e in molti casi, accettata senza lamentele dalle donne. Il microcredito come strumento di sviluppo in un’ottica di genere nasce dall’esigenza di colmare questa disparità, fornendo alle donne uno strumento concreto per raggiungere le stesse opportunità concesse agli uomini, almeno in campo economico. Inoltre, il microcredito si è dimostrato strumento efficace a dare supporto alle donne che si trovano costrette a mantenere da sole la famiglia perchè vedove, divorziate, o talvolta sposate con marito disoccupato o affetto da gravi problemi di salute.
Il progetto era inizialmente parte di un programma più ampio, iniziato nel 2002, e finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita di donne e bambini in età prescolare.

Dal marzo 2004, il programma di microcredito è diventato indipendente ed ha raggiunto finora un numero totale di 1.314 donne, in otto villaggi. Le controparti locali coinvolte sono state l’ONG egiziana WAHI (Women Association for Health Improvement, realtà esistente in Egitto dal 1966, con sedi in tutto il territorio nazionale) e otto CDA (Community Development Association: piccole associazioni che operano a livello locale, fornendo servizi alla comunità). Come in tutti i Progetti, portati avanti nei diversi paesi, M.A.I.S. pensa che sia fondamentale il partenariato con le associazioni locali che condividano visione e missione.


Potresti descriverci in due parole come funziona il microcredito e quali sono le attività per cui si richiede  maggiormente?


Il microcredito consiste nell’erogazione di un prestito di entità variabile (da un minimo di 500 Lire Egiziane - circa 70 Euro - ad un massimo di 3.000 Lire Egiziane - circa 420 Euro), erogato a donne –capofamiglia con un reddito inferiore a 300 Lire Egiziane mensili (circa 42 Euro), desiderose di avviare un‘attività economica, utile al sostentamento della propria famiglia. Il processo di erogazione dei prestiti è suddiviso in varie fasi cicliche: dall’individuazione delle beneficiarie, allo studio dei casi, all’erogazione dei fondi e monitoraggio delle attività. Ogni fase prevede il coinvolgimento degli attori locali (in particolare, membri delle associazioni per lo sviluppo della comunità), in collaborazione con lo staff di progetto. Per ogni singolo caso viene stabilito un programma di lavoro, comprensivo di visite di monitoraggio e piano di restituzione, che può avvenire ratealmente, in base alle esigenze della beneficiaria ed al suo prospetto finanziario. I tassi di restituzione del prestito sono vicini al 100%: dal 2004 ad oggi la maggior parte delle beneficiarie ha restituito il prestito, e spesso lo ha anche rinnovato in periodi successivi, espandendo così il business creato in precedenza.
Le attività finanziate dai prestiti di microcredito sono raggruppabili in tre macro-categorie: allevamento di bestiame, o pollame, (82%) piccole attività commerciali (15%) in particolare negozi di ortofrutta o abbigliamento), artigianato (3%). Come si evince, si tratta di attività prettamente agricole, o comunque collegate in qualche modo al contesto rurale, in linea con la suddivisione delle attività produttive esistente nel paese.


Quale è stato l’impatto delle attività finanziate dal microcredito sulla vita individuale e della comunità femminile beneficiaria?


 L’incremento nel reddito familiare si traduce immediatamente in un miglioramento delle condizioni di vita. Grazie alla maggior liquidità, infatti, le donne possono far fronte ai bisogni immediati della famiglia. Il riscontro si può ritrovare in un miglioramento dell’alimentazione, nella possibilità di provvedere all’istruzione dei figli, acquistare capi d’abbigliamento per se stesse e per i figli, ingrandire o ristrutturare l’abitazione. Non sono mancati casi in cui l’aumento del reddito ha portato le beneficiarie del prestito ad aumentare la cifra investita nella propria attività, seguendo una vera e propria logica imprenditoriale.
Inoltre, la maggior liquidità a disposizione delle donne si traduce in un’emancipazione a livello sociale e un miglioramento del ruolo della donna all’interno della famiglia. L’indipendenza economica dal marito, si traduce, infatti, in una rinnovata fiducia della donna in se stessa e nelle proprie capacità. Nei casi di beneficiarie sposate, l’indipendenza acquisita si riflette nel cambiamento dei modelli decisionali all’interno della famiglia, in cui la donna si sente finalmente libera di esprimere le proprie opinioni e di agire attivamente nella gestione del bilancio familiare.



Quale è stato l’impatto del microcredito sulle dinamiche sociali della comunità beneficiaria in generale?


Il programma di microcredito attivato da M.A.I.S. ha avuto ottimi riscontri nelle comunità target. Si è trattato, infatti, di villaggi in cui M.A.I.S aveva già operato in precedenza, fornendo servizi e assistenza, per esempio attraverso programmi di sensibilizzazione e alfabetizzazione.
Dunque, nella gran parte dei casi, non solo le beneficiarie erano a conoscenza della ONG e del suo operato, ma la Ong MAIS conosceva direttamente le beneficiarie del microcredito. Questo ha permesso la creazione di un rapporto di fiducia reciproca, assolutamente imprescindibile per chi opera in piccole comunità rurali.
Inoltre, la struttura stessa del programma di microcredito prevede il coinvolgimento diretto della comunità nelle fasi di gestione e monitoraggio dei prestiti erogati; per esempio attraverso l’impiego di tecnici locali, figure di spicco nel villaggio e già note alle beneficiarie.
E’ possibile riscontrare, infine, ripercussioni anche a livello familiare, come lo sviluppo di alleanze all’interno della famiglia, e di nuovi rapporti di collaborazione tra suocera e nuora, o tra  moglie e marito.



Quali sono i punti di forza e/o le criticità del progetto di MAIS?

 Un punto di forza è la flessibilità, specialmente per quanto riguarda il piano di restituzione, a detta dei beneficiari migliore rispetto ad altri programmi di micro-credito, e più adatto alle loro esigenze.  Altro punto di forza, sono i requisiti richiesti al garante del prestito. In molti programmi di microcredito, il garante deve essere un impiegato statale o avere un appezzamento di terreno di dimensioni significative. Nel programma di M.A.I.S. può essere invece un familiare, un amico o anche un vicino.
Tutti elementi che hanno certamente contribuito al successo del progetto.
Molte donne si sentono più protette per il fatto che il garante possa essere individuato in una persona vicina a loro, nonché rassicurate da un piano di restituzione personalizzato e dilazionato nel tempo. Possono così richiedere il prestito senza il timore di non poterlo ripagare. Infine, un punto di forza del programma di M.A.I.S. può essere ravvisato nella  presenza di attività extra come corollario del prestito.
Per fare un esempio: nel caso di prestiti mirati a finanziare allevamenti di bestiame, alle beneficiarie viene offerto in parallelo un percorso di formazione in zootecnia per garantire il successo dell’attività che si va a finanziare.



Volendo tracciare un bilancio dei risultati finora raggiunti, M.A.I.S può dirsi soddisfatta?


Tracciando un bilancio dal 2004 ad oggi, si può dire che i risultati finora raggiunti corrispondano alle aspettative di MAIS.
 In futuro, sarebbe interessante cambiare l’impostazione del programma e il tipo di attività finanziate, in modo da favorire un maggiore spirito aggregativo tra le beneficiarie.
Salvo sporadici esempi di piccole attività a conduzione familiare, infatti, le attività finora finanziate sono state sempre individuali.
Tra i prossimi obiettivi di M.A.I.S.  rientra la possibilità di utilizzare il microcredito come strumento per finanziare attività produttive di dimensioni maggiori, implementate da un consorzio di donne, magari nel settore tessile.

 

Quali sono i progetti per la prosecuzione delle attività?

L’obiettivo di MAIS è quello di proseguire il programma già iniziato, ampliando il numero di beneficiarie coinvolte, e creando sinergie con altre attività realizzate nel Governatorato di Sohag.
A breve M.A.I.S. sarà impegnata in un progetto finanziato dal programma Italo-Egiziano di Conversione del Debito, finalizzato a promuovere i diritti delle donne e combattere la violenza di genere. Un’ampia componente del progetto in questione (che durerà fino al 2013), sarà dedicata al microcredito, come forma di completamento degli acquisiti diritti e strumento di emancipazione.



Focus / La storia di Hemda.

 Hemda, giovane donna, originaria del villaggio di Bani Zaar, ha creato un negozio di abbigliamento e calzature grazie all’erogazione di due prestiti.
Il primo, richiesto nel 2004, per l’ammontare di 2000 Lire egiziane (circa 300 Euro), le ha permesso di aprire un piccolo  negozio di abbigliamento, ricavato da una delle stanze della propria abitazione. Quando Hemda, avendo accresciuto i propri guadagni, è riuscita a ristrutturare ed ampliare la propria casa, un secondo prestito, erogatole nel 2007, le ha permesso di sfruttare la nuova area recentemente costruita per espandere il proprio negozio, includendo anche la vendita di calzature. Hemda ha 28 anni ed è divorziata. Grazie alla creazione di questo micro-business ha potuto migliorare le condizione di vita della sua famiglia di origine, riuscendo persino a coinvolgere la madre, rimasta vedova.

 

Le fotografie pubblicate in questo articolo sono di Alda Maria Olivero

Cliccando su questo link potete visitare il sito MAIS Egitto (in Arabo) e la galleria fotografica

 

Per maggiori informazioni potete contattare Stefania di Campli
presso MAIS - Movimento per l'autosviluppo l'interscambio e la solidarietà
Via Saluzzo 23 - 10125 Torino
tel. 011/657972 - fax 011/655959
e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
sito: www.mais.to.it

 

Ultimo aggiornamento ( Friday 16 April 2010 )